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Presentazione mostra “Silenzi di luce”anno 2018

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Marina Baciocchi, 30 anni di ricerca artistica alle spalle, dagli esordi che la vedono impegnata nella lavorazione di forme e oggetti in ceramica Raku, alla successiva scoperta della pittura negli anni della maturità. Passando dal colore al materico, al tridimensionale, l’artista ha sempre sperimentato nuovi linguaggi espressivi riuscendo a trasmettere sempre la poeticità delle immagini e la mutevolezza del sentire. Un’espressione la sua, che sa coniugare la linea e il colore, trasformando i colori in linee e la linea in colori, in un continuo dialogo di profonde risonanze. La Baciocchi svela nella sua infinita tavolozza il legame profondo che unisce da sempre l’artista a colui che si pone davanti alla sua opera, spesso inconsapevole di vivere anche solo per pochi attimi, la stessa vicenda umana.
La mostra raccoglie i lavori degli ultimi quattro anni, scaturiti e maturati nel corso di quella che è stata per 41 anni una ricerca umana altamente scientifica e artistica svolta nei Seminari di Analisi Collettiva tenuti dal noto Psichiatra Massimo Fagioli. I temi infatti dei quadri dell’artista, sono profondamente legati a questa esperienza unica e irripetibile di cura, formazione e ricerca per migliaia di persone. Una scelta di vita che ha permesso ad una moltitudine di gente di ritrovare la propria nascita e di realizzare l’identità originaria uguale e diversa per ognuno.
Il linguaggio pittorico-materico usato dall’artista, è anch’esso una continua sperimentazione di fusione e mescolanza di tecniche diverse, con inserti in alcuni quadri di materiali “altri” come il cartone ondulato che dà alle superfici una modulazione cromatica continua, come quella ottenuta dall’effetto mobile delle rifrangenze luminose nello scorrere dell’acqua. La sensazione visiva diventa così anche tattile.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo suddiviso nelle quattro sale, è stato predisposto per temi, analogie di contenuto, tecniche, e dimensioni delle opere esposte. Così nella Prima sala, sono stati raccolti tutti quei dipinti il cui tema predominante è l’uso del colore sia nelle immagini figurative che in quelle astratte. La sperimentazione finora fatta con tecnica mista si arricchisce di una nuova ricerca che vede la pittrice per la prima volta misurarsi con l’uso dell’acquerello su tela o su cartoncino-cotone.
Nella Seconda sala, il tema conduttore è la linea, che attraversa, costruisce, o taglia la superficie del quadro proponendo in una sintesi geometrico/materica il contenuto e il senso dei temi trattati. Anche in questa sala l’artista si avvale dell’uso di tecniche miste e di inserti di materiali diversi applicati sulla tela come il cartone ondulato.
Nella Terza sala, la presenza di due soli dipinti vuole concentrare l’attenzione su un tema di attualità politica, come la nota vicenda della nave Aquarius lasciata alla deriva nel Mediterraneo con il suo disperato carico umano, e proporre una diversa visione di viaggio verso un approdo sicuro.
Nell’ultima Quarta sala, sono invece esposte le opere di maggiori dimensioni che sfruttando l’ampio respiro degli spazi ambientali, ripropongono i temi cari all’artista modulati in una elegante sintesi di colore-linea-contenuto.
Cecilia Spetia (Curatrice Storica dell’Arte – Sovrintendenza Capitolina)