critica anno 2011

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Momento d’amore materico. Tecnica mista formato 120×80

Marina Baciocchi, una storia di immagini, colori, linee che si snodano in un continuo fluire di emozioni che coinvolgendo, fa ritrovare quel tempo infinito fatto di attimi trascorsi che appartiene alla storia di ognuno Il segno e l?identità di un?artista che propone nella sua essenzialità, immagini inafferrabili come i sogni che spesso danno anche il titolo ad alcuni dei suoi quadri. Forse stava sognando, Ti sognai, Sognando, o il coloratissimo Sueno, che nella lingua spagnola ha il doppio significato di sogno e suono. E certamente anche la musica assume nei suoi dipinti un significato profondo, perché spesso i segni tracciati sulle superfici hanno il ritmo del suono. Colore e segno, in alcuni dei suoi quadri, sono quasi una rielaborazione dei dipinti-poesia di Jean Mirò, come quello intitolato Musica è in cui i segni sospesi nello spazio sono note libere e valori musicali su uno spartito. La linea che come in Momenti d’amore, Solitudine, Nella notte, Stimolo luminoso, Amanti, Il suo volto, o Inafferrabile, graffia e incide la superficie scabra e colorata come un solco profondo, suggerisce immagini o sensazioni vissute; diventa segno essenziale e forma, nei dipinti titolati Cupido, o La linea nera. In particolare in quest?ultimo, vivo è il rimando alle opere di Lucio Fontana, nella forza delle linee, che pur non incidendo la superficie come i celebri tagli del grande artista, tuttavia ne evocano l?immagine. Ed è ancora la linea il tracciato vitale che nelle opere del 2010-2011 è segno sul/nel colore, mentre in quelle più recenti si fonde con la materia, divenendo così essa stessa immagine-colore.
Cecilic Spetia Storica dell’arte anno 2011

 
         
  
   

Author: Marina Baciocchi

Marina Baciocchi: L’Archeologa della Materia Marina Baciocchi è un’artista visiva la cui ricerca si concentra sulla trasformazione della materia in memoria. La sua pratica pittorica, profondamente legata all’espressione tattile e alla stratificazione, è un incessante dialogo con il tempo geologico e storico. Formatasi all’Istituto d’arte di Roma, e alla scuola delle arti ornamentali S. Giacomo di Roma. Baciocchi ha sviluppato un linguaggio unico in cui i supporti – spesso trattati con impasti di pigmento, gesso, e leganti terrosi – diventano “pagine di tufo” o “muri del subconscio”. Le sue opere trascendono la rappresentazione figurativa, evocando piuttosto architetture interiori e accenni di città perdute, dove il passato non è riprodotto, ma sentito. Attraverso un processo che ricorda lo scavo archeologico e la sedimentazione, Marina Baciocchi rivela le “correnti sotterranee” che fluiscono sotto la superficie del quotidiano. Le sue tele sono testimonianze di una storia intima e universale, invitando l’osservatore a decifrare l’impronta lasciata dal tempo sulla materia. Le sue opere sono state esposte in gallerie e sedi istituzionali in Italia e all’estero, ottenendo riconoscimento per la sua capacità di unire il rigore concettuale all’immediatezza emozionale