Scritto di Consuelo Chiarini>una musica silenziosa 2-24 agosto 2025

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Una musica silenziosa”: è questo il titolo che accoglie il visitatore in un viaggio inedito attraverso le evoluzioni dell’astrazione, un percorso che dalle delicate vibrazioni dell’espressionismo astratto conduce alle intense matericità dell’astrattismo informale. Un’ampia mostra retrospettiva che abbraccia quattordici anni del percorso artistico e interiore di Marina Baciocchi, dal 2011 al 2025. Questa esposizione non è solo una sequenza di opere, ma la testimonianza visiva di una profonda ricerca personale. “Cerco spazio dentro di me”, rivela l’artista, “trovo un suono…”. È proprio questo suono intimo, questa musica silenziosa nata dall’introspezione, il cuore pulsante della mostra che vi invitiamo ad ascoltare attraverso l’evoluzione del suo linguaggio pittorico.  

Il viaggio inizia nel 2011, muovendosi dalle delicatezze luminose dell’espressionismo astratto verso la forza espressiva dell’astrattismo informale. Questa mostra intende esplorare le molteplici sfaccettature di un linguaggio artistico che, affrancandosi dalla rappresentazione oggettiva, si addentra nelle profondità dell’emozione e della sensazione pura. Il percorso espositivo si snoda come una sinfonia visiva, dove le prime sale evocano le atmosfere rarefatte di un’astrazione lirica, erede delle pennellate vibranti e della luce cangiante dell’espressionismo. Qui, il colore si libera gradualmente dal vincolo della forma, suggerendo paesaggi interiori e stati d’animo attraverso armonie sottili e campiture eteree. Proseguendo, lo sguardo è catturato da una svolta cruciale: l’irruzione dell’astrattismo informale. La tela non è più mero supporto, ma campo d’azione, teatro di gesti impetuosi e materie vive. Il colore si fa denso, corposo, a volte graffiato e tormentato, esprimendo un’urgenza espressiva che affonda le radici nell’esperienza esistenziale più autentica. Sabbia, tela grezza, pigmenti puri si mescolano in un dialogo tattile che stimola sensi nuovi e inattesi. “Dal colore puro alla materia”: questo sottotitolo sottolinea la dialettica fondamentale che anima l’intero percorso. Il percorso prosegue là dove la linea si intreccia e si fonde con la materia. Quest’ultima diventa protagonista, il linguaggio pittorico materico usato dall’artista, è anch’esso una continua sperimentazione. La ricerca di “spazio interiore” si manifesta, specialmente a partire dal 2013, in una concreta esplorazione dello spazio fisico dell’opera. Il rapporto tra supporto/tela e spazio/luce si evolve, dando vita a soluzioni che esplorano la tridimensionalità, superando i confini della superficie piana. La materia acquista spessore, invita quasi al tatto, mentre la riflessione sulla forma si spinge talvolta verso la sintesi dell’astrattismo geometrico, senza mai perdere il contatto con la sorgente emotiva originaria.

 Se da un lato assistiamo a una progressiva liberazione del colore, elevato a protagonista assoluto capace di generare emozione attraverso la sua intrinseca vitalità, dall’altro incontriamo la forza tellurica della materia, che irrompe sulla superficie pittorica con la sua fisicità e la sua storia. Forse è in queste tele vibranti che “torna la memoria di un tempo passato”, un’eco lontana che si traduce in cromie intense e gesti pittorici carichi di sentimento, dove “le parole come vento si posavano sulla [sua] pelle”, suggerendo come l’ispirazione tocchi la mente e il corpo.

Infine, nel 2024, stimolata dalla partecipazione della mostra sul cinema “Contrasti di luce”, Baciocchi ritorna con nuovo interesse alla ricerca sull’astratto geometrico e sulla dimensione tridimensionale. L’interazione tra forma, spazio e luce – elementi chiave sia nell’arte cinematografica che nella sua pittura – viene approfondita in opere recenti come il ciclo “Forme memorie”, “Tempo, suono”  dove la pulizia geometrica sembra farsi custode di tracce mnemoniche, in un affascinante dialogo tra struttura e ricordo.

Attraverso questo lungo e dinamico arco temporale, dal 2011 al 2025, “Una musica silenziosa” ci accompagna nelle molteplici sfaccettature dell’evoluzione di Marina Baciocchi. È un dialogo incessante tra il mondo interiore – fatto di ricerca di spazio, di suoni trovati nel silenzio, di memorie e sensazioni – e la sua espressione sulla tela. Un percorso caratterizzato da una costante e coraggiosa sperimentazione sul linguaggio pittorico, sia esso materico, astratto-informale, tridimensionale, geometrico o volto all’esplorazione della figura. Questa mostra non offre risposte univoche, ma invita a una contemplazione attiva, a lasciarsi avvolgere dal silenzio eloquente di opere che parlano, coinvolgendoci in una “musica silenziosa” che pulsa nel cuore dell’astrazione, un linguaggio universale capace di trascendere le parole e connetterci con l’essenza più profonda del sentire.

Consuelo Chiarini, Docente di scultura

 
         
  
   

Author: marinabaciocc01

Marina Baciocchi, 30 anni di ricerca artistica alle spalle, dagli esordi che la vedono impegnata nella lavorazione di forme e oggetti in ceramica Raku, alla successiva scoperta della pittura negli anni della maturità. Passando dal colore al materico, al tridimensionale, l’artista ha sempre sperimentato nuovi linguaggi espressivi riuscendo a trasmettere sempre la poeticità delle immagini e la mutevolezza del sentire. Un’espressione la sua, che sa coniugare la linea e il colore, trasformando i colori in linee e la linea in colori, in un continuo dialogo di profonde risonanze. La Baciocchi svela nella sua infinita tavolozza il legame profondo che unisce da sempre l’artista a colui che si pone davanti alla sua opera, spesso inconsapevole di vivere anche solo per pochi attimi, la stessa vicenda umana.