Critica 2017

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As Art Visual Art magazine of contemporary international

Antico borgo

Moti ascendenti tra forma e colore

Flash di momenti vissuti intensamente, emozioni provate ed emanate mediante i dipinti, questa è l’arte di Marina Baciocchi, che non auspica a riprodurre ciò che possiamo vedere con i nostri occhi, ma vuol rendere visibili degli stati interiori e delle sensazioni che ognuno di noi può sperimentare individualmente. Sagome di costruzioni ectoplasmiche ed evanescenti avvolte in un pulviscolo nebuloso, sono le protagoniste dell’opera “Memorie”, rievocatrici di momenti intensamente vissuti. Nell’opera dal titolo “Antico borgo” le forme geometriche che rappresentano edifici, non sono più schierate orizzontalmente a suggerire una diversità di piani spaziali (come in “Memorie”) ma fluttuano all’interno di uno spazio praticabile solo mentalmente, qui è la materia cromatica a far da padrona, con tutta la sua intensità ed i suoi valori tattili. Un altro passo avanti dall’iniziale dissolvimento del dato concreto e reale, lo ritroviamo nella tela “La città invisibile” nella quale la forma assurge a concetto, facendo emergere sulla tela un materico esempio di astrattismo geometrico basato essenzialmente su forme bidimensionali.
(Leonarda Zappulla)

 
         
  
   

Author: Marina Baciocchi

Marina Baciocchi: L’Archeologa della Materia Marina Baciocchi è un’artista visiva la cui ricerca si concentra sulla trasformazione della materia in memoria. La sua pratica pittorica, profondamente legata all’espressione tattile e alla stratificazione, è un incessante dialogo con il tempo geologico e storico. Formatasi all’Istituto d’arte di Roma, e alla scuola delle arti ornamentali S. Giacomo di Roma. Baciocchi ha sviluppato un linguaggio unico in cui i supporti – spesso trattati con impasti di pigmento, gesso, e leganti terrosi – diventano “pagine di tufo” o “muri del subconscio”. Le sue opere trascendono la rappresentazione figurativa, evocando piuttosto architetture interiori e accenni di città perdute, dove il passato non è riprodotto, ma sentito. Attraverso un processo che ricorda lo scavo archeologico e la sedimentazione, Marina Baciocchi rivela le “correnti sotterranee” che fluiscono sotto la superficie del quotidiano. Le sue tele sono testimonianze di una storia intima e universale, invitando l’osservatore a decifrare l’impronta lasciata dal tempo sulla materia. Le sue opere sono state esposte in gallerie e sedi istituzionali in Italia e all’estero, ottenendo riconoscimento per la sua capacità di unire il rigore concettuale all’immediatezza emozionale